ERASMUS JOURNEYS FOR PEACE OSLO – KOLBOTN 9 – 13 DICEMBRE 2019

E il nostro scambio continua! Ieri abbiamo lavorato insieme per assegnare un nostro premio a chi sta contribuendo ad un clima di pace e democrazia nel mondo. I candidati proposti dagli studenti della scuola di Kolbotn erano: Greta Thunberg, International Rescue Committee, Reporters Without Borders, World Food Programme, Control Arms Coalition.

In gruppi, gli studenti hanno esposto le ragioni per cui votare una o l’altra organizzazione e poi hanno scelto Greta.

In serata abbiamo partecipato alla fiaccolata in onore del premio Nobel per la Pace, il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. Atmosfera magica, sensazione di sentirsi parte di una cosa grande e desiderio di essere anche noi costruttori di pace.

Oggi un altro momento molto significativo: abbiamo conosciuto la storia dell’attacco terroristico di Utoya ad opera di un militante di estrema destra antidemocratico, anti islamista, antifemminista.

In poche ore ha fatto scoppiare una bomba distruggendo parte del palazzo che ospita i ministeri norvegesi uccidendo 8 persone e ha assassinato barbaramente 69 ragazzi sull’isola di Utøya.

Abbiamo capito che conoscere la storia aiuta ad essere critici e a fare scelte giuste, ma anche che tanta strada è ancora da percorrere per far sì che queste cose terribili non succedano più. Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte per un mondo migliore in cui al posto della paura delle diversità ci siano l’empatia, l’accoglienza e il rispetto. REMEMBERING TO BUILD PEACE!

Ed eccoci alla conclusione di questo viaggio. Lo scambio in Norvegia è stato l’ultimo atto del progetto Journeys for Peace. 28 mesi dedicati ad impegnarci a capire quanto la parola Journeys (viaggi) acquisti significato diversi: speranza, paura, scoperta, attesa, cammino, fatica, gioia, stupore, crescita.

Ma in tutte le accezioni in cui si possa considerare, c’è sempre un incontro. E qui sta a ciascuno di noi rendere questo incontro speciale e unico.

Dopo la Torchlight per il premio Nobel e la mostra al centro Nobel, la visita ad Utøya, il mercatino di Natale condiviso ela valutazione finale, hanno concluso questo momento ed il nostro percorso.

È ora di salutarci e anche di ricordare di portare con se’ tutto quello che abbiamo imparato, che ci ha cambiato e reso migliori.

Questa fine non è realmente una fine, ma un nuovo inizio, l’inizio del nostro cammino come persone nuove e speriamo migliori.

Non stanchiamoci mai di credere in un mondo in cui il rispetto, l’empatia, la tolleranza, siano lo stile di vita a cui portano le nostre scelte ….. come si conclude la poesia dedicata alle ragazze e ai ragazzi della strage di Utøya: hey, hey, time to get up and change the world!